MELODIES

VITTORIO GENNARI - Prezzo: € 12.90 - COD: 317

VITTORIO GENNARI
MELODIES

Vittorio Gennari ha oggi 76 anni. Credo che guardi queste registrazioni con tutta la passione accumulata nella sua lunga vita di musicista ma anche con il disincanto, il distacco e la lontananza che la sua “venerabile� età gli permette d'avere.
Vittorio è localmente una celebrità a cui viene dato quel rispetto che ha saputo conquistarsi con la sua vita d'artista trascorsa in un understatement che gli fa onore. Le doti rilevate nel suo primo CD The Sound, che è stato un successo e gli ha conquistato un pubblico, sono confermate per intero in questo secondo che abbiamo intitolato Melodies a sottolineare come nel fraseggio di Vittorio Gennari suono e melodia sono un tutt'uno che definiscono e caratterizzano il suo stile.
Come notava Luciano Linzi, commentando la sua esibizione nella serata dedicata alla Red Records tenuta alla Casa del Jazz di Roma nel novembre 2008, ciò che colpisce nel suo modo d'essere e di suonare é la classe e l'eleganza della sua voce strumentale e del suo fraseggio.
Mi piace aggiungere, per averlo sentito innumerevoli volte nei club, che Gennari non si ripete mai e non suona mai due volte lo stesso pezzo nello stesso modo.
Questo in genere lo fanno solo i grandi musicisti. Grandi più per la qalità della musica che per la fama.
In un'epoca in cui brilla la routine, sia pure d'alto livello, e abbondano i musicisti che sanno suonare tutto, perché tutto hanno studiato, si dimentica spesso che la cosa più importante è avere qualcosa da dire e sapere trasmettere emozioni. Alcuni musicisti, pur dotati di tecnica straordinaria vengono spesso dimenticati perché la loro musica non commuove. Vittorio Gennari commuove, comunica sentimenti come pochi e la sua musica è capace di catturare la sensibilità e suscitare emozioni in chi ascolta perchè le frasi si dipanono con lucida sensuale e sensibile coerenza ed eleganza sull’onda delle sue emozioni mentre le suona. Qui non ci sono patterns ma frasi che colgono la verità del “qui e ora�.
Basta ascoltare Besame Mucho o Black Orpheus per rendersene conto. Sono brani conosciuti pressoché da tutti e dai quali poco ci si aspetta al di fuori del bel tema in se stesso. A me e a quelli che hanno avuto la possibilità d'ascoltarli in anteprima, sembra che il modo in cui Gennari li suona e ricrea, in termini di sound, fraseggio e feeling, appartenga a pieno titolo a quello dei solisti d'alto livello. Il suono e il fraseggio sono le caratteristiche essenziali dello stile di Gennari ma anche l'approccio melodico e l'arte della variazione melodica in cui egli eccelle e si dimostra maestro come Sonny Rollins, Art Pepper, Paul Desmond, Stan Getz, tanto per dare dei riferimenti che tutti i jazz fans conoscono senza copiarli ma anzi esaltando le peculiarità del suo stile e della sua personalità musicale.  Capita spesso di sentire un disco e dimenticarlo. Questo non succede con Gennari che richiama al piacere dell'ascolto innumerevoli volte. Non è facile staccarsi dal flusso delle sue emozioni e dall'eleganza delle sue frasi che disegnano delle storie come solo i grandi sanno fare.
Parlando di eleganza non si può non sottolineare il contributo che Roberto Bachi, il pianista del gruppo, dà alla riuscita della musica con i suoi assolo essenziali, misurati, e capaci di riempire lo spazio musicale con grazia e sensibilità, aggiungendo softness e colore che ben si sposano con la musica del leader.
Questo vale anche per Massimiliano Tonelli al basso e Joe Pagnoni alla batteria che stanno rapidamente maturando una loro precisa personalità musicale. Il gruppo di Vittorio Gennari si è ormai rodato nelle innumerevoli serate dei club della zona. Sono anni che suonano assieme e si sente. Ognuno sta dove deve essere e la risultante è maggiore della somma dei rispettivi talenti.
In conclusione, come dicono gli americani, in questa musica tutto e molto cool ed a noi sembra fresca, emozionante e per nulla datata ma anzi senza tempo.
Ciò che dispiace è che questi piccoli grandi eroi dell'italian jazz underground, non abbiano una esposizione a livello più ampio, se non occasionalmente, e nel caso di Vittorio Gennari credo che il mondo del jazz italiano abbia perso qualcosa a non conoscerlo nei suoi verdi anni.
Melodies assieme a The Sound e, Italian Songs di prossima uscita, dedicato alle canzoni italiane nel quale  anziché abbassare il livello della musica si è cercato, con successo, di nobilitarle attraverso un raffinato e complesso lavoro sulla mettrica e sulle armonie, completa un trittico che documenta e preserva a futura memoria l’arte di Vittorio Gennari. Come diceva un amico il jazz è dove lo trovi. Basta accorgersene. Il problema è che molti che, per mestiere, dovrebbero accorgersene, spesso non lo fanno o semplicemente non ne sono capaci.
E, per concludere ed augurarvi buon ascolto, questo è il jazz com’era ed è proprio per questo che ci piace e, pensiamo, che vi piacerà. Non ci suono trucchi in questa musica ma solo la capacità di emozionarsi ed emozionare e quel suono nuovo anche se già sentito che suona vero e sincero.

Sergio Veschi

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