EVERLASTING / THE JAZZ TRIBE

BOBBY WATSON & RAY MANTILLA - Prezzo: € 12.90 - COD: 316

BOBBY WATSON, ALTO SAXOPHONE
JACK WALRATH, TRUMPET
XAVIER DAVIS, PIANO
CURTIS LUNDY, BASS
VICTOR LEWIS, DRUMS
RAY MANTILLA, PERCUSSION

listen and download The jazz Tribe

1.    PECADO PRIMERO    5.36
       (JACK WALRATH, Zordott and Gort Publication, BMI)
2.    HELLO ALBERT    8.35
       (BOBBY WATSON, lafiya music, bmi)                      
3.    DONNA LEE    6:53
       (CHARLIE PARKER)
4.    GESUALDO’S TANGO    6.38
       (JACK WALRATH, Zordott and Gort Publication, BMI)
5.    TEMPLES OF GOLD    8.28
       (RAY MANTILLA, space station music, bmi)
6.    AY CARAMBA     7.10
       (BOBBY WATSON, lafiya music, bmi)                      
7.    EVERLASTING    5.06
       (CURTIS LUNDY)                          
8.    EEEYYEESS    6.04
       (VICTOR LEWIS, camille music, bmi)
9.    EL COLOR DE MI RYTHMO     4.46
       (EDDIE MARTINEZ, space station music, bmi)
   

TOTAL TIME 59.26

 

The Jazz Tribe has some of best jazz players to ever play their respective instruments.
In addition, the feel on this recordings is one of pure energy and passion that never quits.From start to finish, this discs excites the listener.
Great Jazz at his best.

Forrest Faubion

THE JAZZ TRIBE EVERLASTING

The Jazz Tribe è un gruppo ideato da Alberto Alberti per un concerto organizzato nei primi anni 90 al festival jazz di La Spezia in cui riunì, per l'occasione e come amava fare spesso con abilità e talento, alcuni dei suoi musicisti preferiti: Bobby Watson, indiscutibilmente colui che ha spostato in avanti il linguaggio del sax alto con uno stile personale e innovativo; Ray Mantilla, percussionista di punta del Latin Jazz e della storia del jazz moderno, vantando innumerevoli collaborazioni sia con grandi maestri fra cui Art Blakey, Herbie Mann. Stan Getz, Max Roach  sia come leader di suoi gruppi; Jack Walrath, per anni trombettista e arrangiatore di Charles Mingus, leader di suoi gruppi e musicista dallo stile personale e innovativo; il compianto Walter Bishop Jr. uno dei pianisti  di Charlie Parker e della Be Bop era; Joe Chambers, batterista fra i più importanti della storia del jazz moderno; come ospite in alcuni brani, Steve Grossman, uno dei tenoristi più significativi della post Coltrane Age assieme a J. Bergonzi, M. Brecker, B. Berg, D. Liebam e pochi altri. Al basso c'era Charles Fambrough il quale per alcuni anni militò nei gloriosi Jazz Messengers di Art Blakey, nell'edizione che annoverava anche Wynton Marsalis e lo stesso Watson, e che, successivamente, è più o meno scomparso dalla scena ma il cui valore e spessore è assolutamente indiscutibile e dimostrato da alcuni CD registrati a suo nome.

Il concerto fu registrato e pubblicato nei primi anni 90 dalla Red Records, a futura memoria, con il titolo "The Jazz Tribe" collocandosi, allora come oggi, al crocevia delle espressioni più avanzate del mainstream jazz, ovvero, quelle confluenti con le esperienze latine e afrocubane che da sempre hanno alimentato una grande tradizione, a partire da Jelly Roll Morton, Mario Bauza, Dizzy Gillespie, Parker, Blakey, Silver, Dorham, Herbie Mann, Getz … che perdura e si allarga tutt'oggi a nuove esperienze:  quella qui documentata è probabilmente una delle più significative e importanti  di tutti i tempi.

All'inizio del nuovo secolo e millennio Ray Mantilla & Bobby Watson, di fatto i leaders di questo gruppo cooperativo, pensarono e proposero alla Red Records la registrazione di un nuovo Cd  dal titolo "The Next Step" , quanto mai esplicativo, con materiale appositamente composto per l'occasione e una formazione aggiornata: Ronnie Mathews, un grande quanto sottovalutato pianista recentemente scomparso, al posto di Walter Bishop Jr. ; Victor Lewis, da sempre  uno dei più assidui collaboratori di Bobby Watson, oltre ad essere uno dei batteristi di punta del jazz degli ultimi trent'anni e considerato da molti jazzisti come un grande musicista tout court; Curtis Lundy, collaboratore di Watson fin dai tempi dell'Università a Miami, fratello della cantante Carmen Lundy, suo bassista come anche di Betty Carter nonché leader di alcuni pregevoli registrazioni per la Sunnyside.

The Next Step non fu soltanto il nuovo capitolo di un gruppo ma fu anche l'indicazione della vitalità dell'innesto delle tradizioni afrocubane e latine in senso lato (si ascoltino, ad esempio, le influenze messicane e argentine nei due brani di Walrath) all'interno dell'alveo del grande jazz di tutti i tempi, proprio come a suo tempo avevano fatto altri grandi maestri. La tradizione in movimento, o meglio, innovare senza rivoluzionare adeguando temi, armonie e colori all'attualità del mondo contemporaneo. The Next Step fu indicato da molti come un capolavoro nel suo genere per eccellenza dei solisti, solidità del background, ritmiche innovative e di grande groove e inventiva melodica. Una delle caratteristiche della musica dei Jazz Tribe è quella di essere contemporaneamente molto fruibile dal pubblico ma anche estremamente complessa nell'esecuzione. L'innovazione consiste sia negli aspetti ritmici e armonici sia nella capacità di cogliere quella tendenza in atto del melting pot americano in cui le influenze latine sono sempre più evidenti nella società, a tutti i livelli, e si confrontano con le culture preesistenti. dando vita  a nuove sintesi e a linguaggi che suonano veri e spontanei quanto nuovi e tradizionali in apparenza.
Dopo il successo della tournèe del 2007 che ha visto The Jazz Tribe suonare in diversi paesi europei riscuotendo ovunque un entusiastico apprezzamento delle platee, nell'aprile del 2008 i musicisti si sono riuniti in studio a New York per registrare le musiche che potete qui ascoltare e che erano già state rodate e collaudate precedentemente dal vivo sostituendo Ronnie Mathews, gravemente malato con il giovane e bravo Xavier Davis.
Successivamente mixato in uno studio di Kansas City da Bobby Watson con cura certosina per la qualità sonora, evidente nella chiarezza e pulizia dei suoni, questo lavoro brilla contemporaneamente per vitalità, originalità e continuità collocandosi nel novero non molto ampio di musiche che documentano il presente con profondità e sincerità esemplari e un alto livello artistico.

Sergio Veschi

EVERLASTING / THE JAZZ TRIBE